Alcune evidenze scientifiche

TECNICHE ANTISTRESS

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Numerose sono le metodiche di derivazione orientale e occidentale e, per così dire, mista. Le
occidentali più note e usate sono: il training autogeno (➔) elaborato negli anni Venti del 20° sec. dallo
psichiatra tedesco Johannes H. Schultz; il rilassamento muscolare progressivo che, negli stessi anni,
venne proposto nel mondo anglosassone da Edmund Jacobson dell’Università di Chicago; il biofeedback
diffuso negli anni Settanta e Ottanta sia negli USA sia in Europa. Il rilassamento muscolare progressivo
presenta delle forti somiglianze con il training autogeno, ma è centrato sull’addestramento alla percezione
della tensione e del rilassamento muscolare . . .

FONTE: Treccani | Dizionario di Medicina (2010)

 


ambiente e cervello

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In parallelo all’azione dei geni, l’ambiente in cui l’individuo si sviluppa e dal quale riceve gli stimoli
sensoriali nel corso della vita ha un’influenza notevole sul cervello e, di conseguenza, sul
comportamento. Nelle fasi precoci di sviluppo l’esperienza ambientale guida la maturazione delle
connessioni tra i neuroni, regolando i processi che portano al cablaggio fine dei circuiti nervosi, con
effetti marcati sull’anatomia e la fisiologia del cervello. Un’alterata o ridotta esperienza sensoriale può
causare deficit funzionali, come nell’esempio paradigmatico del mancato sviluppo di una visione normale
in soggetti con strabismo o cataratta congenita. Viceversa, un’aumentata stimolazione sensoriale e
motoria (arricchimento ambientale) promuove la maturazione dei circuiti nervosi, che completano i
programmi di sviluppo in tempi più brevi. Nell’adulto, una vita ricca di stimoli ha un ruolo essenziale per
la corretta funzionalità cerebrale, guidando il rimodellamento dei circuiti neuronali in risposta ai
cambiamenti ambientali (plasticità cerebrale) e contribuendo a conservare l’integrità anatomofunzionale
del cervello durante gli anni del decadimento fisiologico che si verifica con l’invecchiamento. [➔
apprendimento; cervello, sviluppo del; evoluzione culturale; invecchiamento cerebrale; plasticità
neurale; visione . . .

FONTE: Estr. di Alessandro Sale - Dizionario di Medicina (2010)


IL TRAINING AUTOGENO  

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Schultz nel 1932, e dal suo stesso fondatore definita come un «metodo di autodistensione da concentrazione psichica», il t. a. consente, dopo la prima fase di addestramento, di raggiungere la capacità di ottenere dei benefici psicofisici grazie alla ripetizione di cosiddette formule autogene e di migliorare molti disturbi psicosomatici. Le tecniche del t. a. operano favorendo un riequilibrio del sistema nervoso vegetativo e, a livello psicologico, aiutando il soggetto nelle proprie reazioni negative e migliorando alcuni vissuti psicologici. Gli esercizi del t. a. tendono a mettere a riposo alcune strutture neurovegetative coinvolte nello stress e a diminuire la secrezione di adrenalina in esse coinvolta. Il t. a. permette inoltre di passare gradualmente a una maggiore consapevolezza (e una conseguente possibilità di controllo) delle attività muscolari involontarie (per es. della respirazione). Il principio fondamentale su cui si basa la tecnica del t. a. è quello del condizionamento: con la ripetizione degli esercizi si può ottenere l’associazione tra una formula e un esercizio mentale o uno stato psicologico, che diviene una risposta condizionata. Similmente funziona il principio della cosiddetta ideoplasia, che spiega la possibilità di produrre micromovimenti attraverso un’allenata capacità di immaginare movimenti muscolari reali; ciò permette nel t. a. di ottenere delle risposte di controllo muscolare.

FONTE: Training autogeno Treccani - Dizionario di Medicina (2010)

 


LE TECNICHE DI RILASSAMENTO PER LA RIDUZIONE DELL'ANSIA

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nel 2008 dei ricercatori italiani (Istituto Auxologico Italiano IRCCS, Psychology Research Laboratory, San Giuseppe Hospital, Verbania;  Department of Psychology, University of Bergamo; Department of Psychology, Catholic University of Milan), hanno fatto uno studio dedicato proprio alle tecniche di rilassamento, analizzando i risultati di 27 studi sulle tecniche di rilassamento utilizzate per il trattamento dell’ansia. Conclusioni: i risultati dimostrano una efficacia consistente e significativa dell’apprendimento del rilassamento nel ridurre l’ansia. Gli autori concludono che in generale il rilassamento progressivo, il training autogeno e la meditazione sono più efficaci di altri metodi specialmente di quelli che combinano tra loro tecniche diverse.

FONTE: STUDIO SCIENTIFICO SULL’EFFICACIA DELLE TECNICHE DI RILASSAMENTO PER LA RIDUZIONE DELL’ANSIA Relaxation training for anxiety: a ten-years systematic review with meta-analysis


RILASSAMENTO E PROCESSAMENTO DI EMOZIONI E AUTO-CONSAPEVOLEZZA

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una ricerca scientifica  pubblicata nel Journal of Clinical and Experimental Hypnosis indaga per la prima volta gli effetti del training autogeno nel cervello  tramite la risonanza magnetica funzionale (fMRI): 19 soggetti allenati ed un gruppo di controllo sono stati valutati durante una sessione di training ed è emerso come nei primi era maggiore l’attivazione della zona dell’ Insula e della corteccia pre-frontale, il che ci suggerisce e comprova come i soggetti allenati siano differenti nel processamento delle emozioni e nel grado di auto-consapevolezza.

FONTE: Schlamann M1, Naglatzki R, de Greiff A, Forsting M, Gizewski ER. Autogenic training alters cerebral activation patterns in fMRI. Int J Clin Exp Hypn. 2010 Oct;58(4):444-56. PMID: 20799123



STUDI SULLA RISPOSTA DI RILASSAMENTO (RR): 

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sostengono che essa è uno stato fisiologico e psicologico opposto alla risposta da stress. Risultati ottenuti da ricerche condotte con rigorosi criteri scientifici dimostrano che la capacità di tutti quegli interventi di rilassamento “mind-body” (mente – corpo) per ridurre lo stress cronico e migliorare il benessere, avvengono attraverso l’induzione di una RR. Diversi studi hanno riportato che l’elicitazione di una RR rappresenta un intervento terapeutico efficace per ridurre gli effetti clinici avversi legati ad alcuni disturbi stress-correlati, come ad esempio ipertensione, ansia, insonnia, diabete e artrite reumatoide. Esistono pratiche di rilassamento mente-corpo millenarie in grado di indurre una RR (la meditazione trascendente, lo Yoga, il Tai Chi, il Qi Gong e alcune preghiere rituali) e pratiche  più recenti e altrettanto efficaci come il rilassamento muscolare progressivo, il Biofeedback e la Mindfulness. Ogni volta che una di queste pratiche elicita una RR si verificano cambiamenti biochimici caratterizzati da: riduzione del consumo di ossigeno e dell’eliminazione di anidride carbonica, riduzione della pressione sanguigna e della frequenza cardiaca e respiratoria,  ridotta sensibilità alla noradrenalina. La RR è anche in grado di modificare l’attività cerebrale sia livello corticale che sottocorticale. In uno studio del 2008, condotto da Dusek e collaboratori, è stata fornita la prima evidenza che l’induzione di una RR in soggetti sani a riposo che  praticano tecniche di rilassamento mente-corpo produce una modificazione dell’espressione genica. In conclusione, i risultati indicano per la prima volta che l’elicitazione di una Risposta di Rilassamento, soprattutto in coloro che utilizzano da molti anni pratiche di rilassamento, riduce lo stress e promuove il benessere attraverso un migliore utilizzo e produzione di energia da parte delle cellule dei nostri tessuti.  

FONTI: Dusek JA, Otu HH, Wohlhueter AL, Bhasin M, Zerbini LF, et al. (2008) Genomic counter-stress changes induced by the relaxation response. PLoS ONE 3: e2576. doi: 10.1371/journal.pone.0002576. Bhasin MK, Dusek JA, Chang BH, Joseph MG, Denninger JW, Fricchione GL, Benson H, Libermann TA.: Relaxation response induces temporal transcriptome changes in energy metabolism, insulin secretion and inflammatory pathways. PLoS One. 2013 May 1;8(5):e628


IL RILASSAMENTO AGISCE SUL METABOLISMO ENERGETICO E DIMINUISCE LA RISPOSTA INFIAMMATORIA

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i ricercatori hanno studiato l'espressione genica nel sangue dei partecipanti ad un corso di rilassamento di otto settimane. Al termine della seduta di rilassamento si osservava un aumento della espressione dei geni connessi alla funzionalità dei mitocondri (le nostre "centrali energetiche"), dei geni dell'insulina e di altri geni implicati nel metabolismo energetico. In altre parole, il rilassamento aumentava la produzione e l'utilizzo di energia. Parallelamente si osservava una diminuzione di geni dell'infiammazione.

FONTE: (PLoS One, Maggio 2013)


una revisione sistematica ha evidenziato l'efficacia delle tecniche di rilassamento nella riduzione dell'ansia e della depressione in soggetti anziani

FONTE: (Aging Ment. Health, 2015)


TECNICHE DI RILASSAMENTO E MEMORIA

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uno studio scientifico  afferma che lo stress cronico compromette la corteccia prefrontale, zona del cervello coinvolta nel pensiero astratto, nell'analisi cognitiva e atta a rilevare il comportamento appropriato da attuare in una determinata situazione. La ricerca dimostra quindi come le tecniche di  rilassamento contribuiscono a mantenere allenata ed efficiente la memoria negli essere umani (studio pubblicato su Science Daily del 07.03.2012). Un altro studio (Neurology, edizione online, Ottobre 2018) afferma che lo stress riduce il volume del cervello e danneggia la memoria: si tratta di  uno studio effettuato su un campione di persone di età media di 49 anni che ha dimostrato che elevati livelli di cortisolo nel sangue, ormone che   viene  prodotto in abbondanza in condizioni di stress, era correlato con un minore volume del cervello e una minore efficienza nei test per la memoria.


EFFETTI DEL RILASSAMENTO SUI BAMBINI  A PARTIRE DALLA SCUOLA DELL'INFANZIA  

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la diminuzione della tensione muscolare permette al bambino di sentirsi più a suo agio nel proprio corpo e per conseguenza nell'insieme del suo comportamento tonico-emozionale (Julien de Ajuriaguerra). Ricerche scientifiche hanno dimostrato che gli effetti del rilassamento sui bambini determinano una diminuzione dello stress muscolare e mentale.  Grazie al rilassamento il bambino è in grado di sperimentare dentro di sé uno stato di calma e di serenità (Crook, 1990).  È quindi molto importante iniziare a svolgere esercizi di rilassamento già da piccoli, a partire dalla scuola dell’infanzia (Lantieri, 2015).